ADULTI

 

Il paziente rappresenta l'unico e vero esperto di sé, è il solo infatti ad essere in contatto con il proprio mondo interno. Il terapeuta cerca di ricostruire le modalità attraverso le quali il paziente legge se stesso, la sua storia di vita ed il mondo. Il materiale di lavoro psicoterapeutico si fonda sul modo in cui le persone ricordano ed elaborano narrativamente le proprie esperienze,e il significato 

che ad esse attribuiscono.

L'obiettivo primario di questo tipo di terapia è quello di migliorare ed ampliare la consapevolezza di sé del paziente, del suo modo di funzionare e di vivere le relazioni con gli altri aiutandolo ad integrare consapevolmente aspetti emotivi e cognitivi dell'esperienza.

La relazione terapeutica rappresenta lo strumento primario di esplorazione in cui il terapeuta – riferendosi alla teoria dell’attaccamento di John Bowlby – riveste il ruolo di base sicura.

In un contesto empatico e non giudicante il terapeuta costruttivista guida l'esplorazione e l’indagine dei pensieri e delle emozioni del paziente (Guidano, Liotti).

MATERNITA'
 
Un percorso psicologico di sostegno alla maternità durante il periodo perinatale è in grado di prevenire i possibili disagi legati alla fase successiva al parto (Depressione Post-Partum, Maternity Blues, Psicosi Puerperale). L'impatto più rilevante rispetto ai benefici sembra essere esercitato da strategie di tipo educativo sulla genitorialità e sullo sviluppo del bambino, dall'ascolto empatico  e da interventi rivolti alla coppia genitoriale. Questi interventi sembrano sortire benefici sia rispetto alla qualità della vita delle madri, sia rispetto al benessere dei loro bambini e degli altri membri della famiglia.

 

 

ADOLESCENTI

 

Distorsioni precoci nella regolazione delle emozioni e dei comportamenti, come esito di relazioni infantili genitore-figlio malfunzionanti, portano ad attaccamenti insicuri e a disturbi in età più tarda.

L'adolescenza è un periodo di cambiamenti molto significativi nelle relazioni di attaccamento. L'adolescenza rappresenta il culmine di un processo di sviluppo (neuro-psico-biologico e sociale) in cui l'interazione con i genitori ha modellato la mente e il comportamento dei figli in modo da prepararli alla vita fuori dalla famiglia d'origine. È possibile investigare e intervenire in senso riparativo sulle associazioni esistenti tra i modelli mentali dell'attaccamento e i disturbi nell'adolescenza attraverso l'Adult Attachment Interview (AAI), mediante il modello dinamico-maturativo dell'attaccamento (DMM) elaborato da Patricia Crittenden.

ETA' EVOLUTIVA

 

L'intervento terapeutico in età infantile prevede la possibilità di promuovere la sensibilità e la responsività da parte dei genitori e l'opportunità che viene fornita ad adulti e bambini di rivedere e ristrutturare i propri Modelli Operativi Interni (IWM). Lo psicoterapeuta rappresenta la base sicura dalla quale partire per un percorso che attraverso la promozione delle capacità di metacognizione e il ripristino di quei sistemi cognitivi resi carenti dalle prime esperienze affettive, porti a una nuova regolazione delle emozioni (Attili, 2007).

I sintomi del bambino sorgono in un periodo di profonde e ampie trasformazioni maturative che rendono la sua organizzazione comportamentale, cognitiva ed emotiva non ancora chiaramente riconoscibile in forma definita e stabilizzata. Questi segni di sofferenza vengono definiti e portati in consultazione dagli adulti significativi per il bambino. Attraverso una prospettiva cognitivo-evolutiva il terapeuta si avvicina al bambino e alla sua famiglia per restituire un senso alla loro sofferenza e per orientarli verso modalità di relazione dotate di maggiori potenzialità evolutive (Lambruschi, 2004).